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  • Grandinata interrompe il concerto di Bad Bunny: evacuazione e polemiche sulla sicurezza

    Grandinata interrompe il concerto di Bad Bunny: evacuazione e polemiche sulla sicurezza

    In Breve

    Cosa è successo durante il concerto di Bad Bunny?
    Una violenta grandinata ha costretto all'interruzione e all'annullamento del concerto, con l'evacuazione di quasi 80.000 spettatori.
    Quali sono state le conseguenze per i partecipanti?
    La maggior parte delle persone è uscita senza conseguenze gravi, ma ci sono stati circa quaranta feriti.
    Come ha risposto l'organizzazione all'emergenza?
    Live Nation ha difeso il piano di evacuazione, affermando di aver gestito la situazione al meglio.

    Una violenta grandinata ha costretto all’interruzione e all’annullamento della seconda delle due date del tour di Bad Bunny all’Ippodromo Snai La Maura, con l’evacuazione di quasi 80.000 spettatori. Fortunatamente, l’uscita dal sito è avvenuta senza conseguenze gravi per la maggior parte delle persone presenti. Tuttavia, l’accaduto ha riaperto il dibattito sull’idoneità dell’area ad ospitare eventi di tali dimensioni e sulle criticità nella gestione dei flussi e della sicurezza.

    L’ippodromo è una proprietà privata e attualmente è in corso un contenzioso tra l’attuale proprietaria Snaitech e la società interessata all’acquisto, F3A Green. L’amministrazione comunale ha più volte manifestato la volontà di esercitare un’eventuale prelazione per trasformare l’area in un grande parco pubblico. Gli eventi nell’area sono regolati da un protocollo condiviso in prefettura che coinvolge Comune, Agenzia per la Mobilità, vigili del fuoco, Protezione civile, Areu, forze dell’ordine, polizia locale, promoter e proprietari. Tra le linee guida vi sono limiti orari per i concerti (non oltre le 23.30), potenziamento del trasporto pubblico finanziato con un contributo di 0,80 euro a biglietto pagante a carico degli operatori e piani per ingressi, uscite e contrasto della sosta selvaggia.

    Nelle settimane precedenti l’evento, erano state introdotte misure richieste dal pubblico, come la possibilità di portare borracce in plastica e silicone morbido da 0,5 litri, bottigliette senza tappo, pagamenti cashless e postazioni per il refill gratuito dell’acqua. Tuttavia, non sono mancate proteste per le lunghe file, la gestione dei token e i prezzi praticati all’interno dell’area: 4 euro per una bottiglietta d’acqua, 8 euro per una bibita e 10 euro per una birra, elementi che hanno intensificato il malcontento tra il pubblico.

    Live Nation ha difeso l’operato dell’organizzazione e il piano di evacuazione. Il presidente e ad Roberto De Luca ha dichiarato: “Abbiamo fatto tutto il possibile per gestire una situazione che in 45 anni di attività non avevo mai vissuto”. L’organizzazione ha indicato che il deflusso del pubblico è iniziato intorno alle 21.30 e si è concluso poco dopo le 22.20, consentendo di svuotare l’area in meno di un’ora grazie all’impegno di circa 700 addetti alla sicurezza. I feriti segnalati sono stati circa quaranta, sette dei quali accompagnati in ospedale per principalmente lievi ferite alla testa provocate dalla grandine. Dopo la sospensione dello spettacolo, è stata valutata la possibilità di recuperare il concerto la sera successiva, ipotesi poi scartata per l’impossibilità di garantire nuovamente il dispositivo di sicurezza necessario; gli spettatori riceveranno il rimborso integrale del biglietto, comprensivo dei diritti di prevendita.

    Sui social sono circolati numerosi commenti critici, con accuse relative alla sicurezza, alla qualità dell’audio, alla visuale e alla gestione dei servizi. Tra i messaggi diffusi si è letto anche “va tutto bene finché non ci scappa il morto”. La vicenda dovrebbe essere esaminata nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura, dove si potrebbe discutere nuovamente della sostenibilità dei grandi eventi nell’area di San Siro. Dalle forze politiche sono arrivate prese di posizione: il consigliere comunale del Pd Alessandro Giungi ha definito l’accaduto un segnale della necessità di cambiare destinazione all’ippodromo, mentre esponenti di Fratelli d’Italia hanno criticato la gestione dell’emergenza. Il consigliere comunale Francesco Rocca ha affermato che La Maura non sia adatta a ospitare manifestazioni di queste dimensioni e ha collegato gli allagamenti registrati in città, avanzando dubbi sulla manutenzione di tombini e caditoie e chiedendo chiarimenti sul piano straordinario annunciato dall’amministrazione.

    L’emergenza meteorologica è stata definita un evento eccezionale, ma le polemiche riaprono il confronto sul futuro dell’Ippodromo La Maura e sulla possibilità di continuare a ospitare grandi concerti nell’area.